
Riprendo qui un post di wittgenstein che sintetizza perfettamente quello che penso dell’industria dell’intrattenimento (non solo americana).
Diceva qualcuno che “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” e questi incarnano perfettamente il detto.
[…] Perché Wired nel 2008 torna a dire una cosa che pare vecchia, in un mondo che conosce ormai da anni la pubblicazione in rete di copie pirata di qualunque film in uscita, nella maggior parte dei casi con un’ottima qualità? Perché è impressionante la cieca goffaggine con cui il business cinematografico sta ignorando il precedente musicale. Perché l’incapacità di costruire un servizio di vendita online efficace e l’inclinazione a combattere le nuove tecnologie attraverso le cause legali piuttosto che servirsene, sono gli atteggiamenti che fecero perdere all’industria discografica anni preziosi prima di cominciare a costruire un salvagente attraverso iTunes, e forse troppo tardi. E con i film, si sta ripetendo la stessa storia malgrado mille allarmi: a Hollywood non ci vogliono credere, che i tempi siano cambiati. Non sanno accettarlo. Costringono gli ospiti delle anteprime a farsi sequestrare i telefonini temendo che poi diffondano mediocri riprese del film fatte con quelli, e intanto online ci sono già copie ottime delle pellicole: l’ultimo con Denzel Washington, l’ultimo con Al Pacino, l’ultimo con George Clooney. E quelli pensano a mantenersi piscine e jet privati a forza di spot antipirateria.
via wittgenstein